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20 luglio 2011 3 20 /07 /luglio /2011 23:22

L’Ansi aderisce all’iniziativa del 25 luglio per l’accesso degli operatori dell’informazione ai Cie (Centri di identificazione ed espulsione). A motivare la decisione il fatto di essere ”un’associazione di giornalisti di origine straniera che hanno vissuto il percorso migratorio sulla propria pelle e ritengono necessario garantire il diritto di cronaca sulla realtà dell’immigrazione”,  come si legge nella lettera inviata ai promotori della giornata, lanciata contro la circolare del ministro Roberto Maroni che ancora una volta sancisce il divieto di accesso ai giornalisti. Tra i principali organizzatori della mobilitazione la Federazione nazionale della Stampa, di cui Ansi è un gruppo di specializzazione, e l’Ordine nazionale dei giornalisti. E’ disponibile il comunicato diramato dalla FNSI.

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12 luglio 2011 2 12 /07 /luglio /2011 23:20

L’UNAR da ragione alla segnalazione fatta dall’ANSI: il bando del concorso pubblico indetto dal Comune di Savona per l’assunzione di uno Specialista in comunicazione ed informazione a tempo indeterminato (cat. D, posizione economica D1) è discriminatorio nei confronti dei giornalisti senza il passaporto italiano.

Mettiamo a disposizione (formato PDF):

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1 luglio 2011 5 01 /07 /luglio /2011 21:39

L’articolo 3 della legge n. 47 dell’8 febbraio 1948, Disposizioni sulla stampa, proibisce espressamente ai giornalisti iscritti all’Ordine dei giornalisti (elenco pubblicisti e professionisti) che non hanno passaporto italiano (o non sono cittadini comunitari, art. 9 della legge n. 52 del 6 febbraio 1996) di essere direttori responsabili di giornali o altri periodici registrati in Italia.

Inoltre dalle segnalazioni che giungono da alcune città emerge un quadro confuso nell’applicazione di una legge che comunque, come Ansi – Associazione nazionale Stampa interculturale, riteniamo discriminatoria.

Ci risulta infatti che si verifichino anche interpretazioni diverse della suddetta legge: ad esempio negli ultimi anni nella città di Milano è stata permessa la registrazione di una testata ad un direttore bosniaco mentre negata ad un direttore peruviano, entrambi iscritti all’Albo della Lombardia.

In quanto associazione fondata da giornalisti di origine straniera l’Ansi vuole la modifica dell’articolo 3 della legge n. 47/48, nella parte relativa alla cittadinanza del direttore, perché la riteniamo chiaramente discriminatoria nei confronti dei colleghi che vivono e lavorano da anni in Italia e che sono comunque già riconosciuti parte della categoria in quanto iscritti all’Albo italiano dei giornalisti. L’applicazione dell’articolo 3 rappresenta un impedimento nell’avanzamento delle loro carriere sia una limitazione alla libertà di stampa visto che per poter aprire una testata giornalistica è fondamentale indicare un direttore responsabile (articolo 5 legge n. 47/48) e può risultare difficile trovarne uno che accetti di assumersi l’incarico se ad esempio si tratta di una testata in una lingua che non conosce. Tra l’altro la manifestazione del pensiero organizzata in forma di giornale è un diritto fondamentale presente nella Carta dell’Onu, nella Convenzione internazionale dei diritti sociali e politici, nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e nella Costituzione europea.

A partire da maggio 2011 l’Ansi ha chiesto all’Fnsi – Federazione nazionale della Stampa, di cui siamo gruppo di specializzazione, la nostra richiesta di riforma della legge 47/48 in senso di apertura e assunzione di responsabilità nei confronti di un’Italia che sta cambiando strutturalmente, ad opera di un immigrazione da anni stabile, accompagnando l’azione dell’Ansi presso il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ed altri al fine di giungere ad una proposta di modifica che raccolga il consenso delle più importanti realtà della categoria.

Legislazione

Legge n. 47 dell’8 febbraio 1948 – Disposizioni sulla stampa

Art. 3 – (Direttore responsabile)

Ogni giornale o altro periodico deve avere un direttore responsabile.
Il direttore responsabile deve essere cittadino italiano e possedere gli altri requisiti per l’iscrizione nelle liste elettorali politiche. [...]

Art. 4 – (Proprietario)

Per poter pubblicare un giornale o altro periodico, il proprietario, se cittadino italiano residente in Italia, deve possedere gli altri requisiti per l’iscrizione nelle liste elettorali politiche. [...]
Se si tratta di minore o di persona giuridica, i requisiti indicati nei commi precedenti devono essere posseduti dal legale rappresentante.
I requisiti medesimi devono essere posseduti anche dalla persona che esercita l’impresa giornalistica, se essa è diversa dal proprietario.

Tramite soci e collaboratori, ANSI ha esposto all’UNAR il problema della proprietà e dell’assunzione della carica di direttore responsabile della testata da parte di un cittadino che non abbia il passaporto italiano. Mettiamo a disposizione la risposta che l’UNAR ha dato all’Associazione Piemondo Onlus.

Art. 5 – (Registrazione)

Nessun giornale o periodico può essere pubblicato se non sia stato registrato presso la cancelleria del tribunale, nella cui circoscrizione la pubblicazione deve effettuarsi. [...]

Legge n. 52 del 6 febbraio 1996

Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee – legge comunitaria 1994.
Art. 9:  (Equiparazione dei cittadini comunitari ai cittadini italiani nel settore della stampa).
1. Agli effetti degli articoli 3 e 4 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, riguardanti rispettivamente il direttore responsabile ed il proprietario di giornali o altri periodici, i cittadini degli Stati membri della Comunita’ europea sono equiparati ai cittadini italiani.

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5 giugno 2011 7 05 /06 /giugno /2011 21:13

Lettera di Viorica Nechifor (presidente di Ansi)  a Franco Abruzzo (11.02.2010)

Gentile collega Franco Abruzzo, la ringraziamo per aver ricordato che la circolare del Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti del 2005 equipara la possibilità di accesso all’Ordine agli stranieri regolarmente residenti in Italia ai cittadini italiani.

Ci preme ricordare che la circolare è stata emessa dall’Ordine in seguito al parere espresso dal Ministero della Giustizia, – (prot. 3/5670 del 13 maggio 2005 (http://www.mmc2000.net/docs/Parere_Ministero_della_Giustizia%5B1%5D.pdf) -,  che ha ritenuto la cittadinanza italiana un requisito (esclusivo.ndr) non più valido per l’iscrizione all’albo professionale, in base alle disposizioni del testo unico sull’immigrazione del ‘98. [...]

COMMENTO DI  FRANCO ABRUZZO: “Quegli Ordini, che non applicano le leggi, non solo  sbagliano, ma  i consiglieri rischiano anche di finire sotto processo penale per omissione di atti d’ufficio e abuso d’ufficio. Bisogna riflettere  sull’articolo 21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero…”. Che valore ha quel “tutti”? Significa che tutti  i cittadini, italiani, comunitari ed extracomunitari, che vivono legalmente sul territorio nazionale, hanno pari diritti sul fronte del “dare e ricevere notizie e idee”. 

Tutto il testo: sul blog del collega Franco Abruzzo

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28 maggio 2011 6 28 /05 /maggio /2011 21:01

Martedì 10 maggio si è svolto  presso l’Istituto degli Innocenti di Firenze – il convegno dal titolo  MEDIA DIVERSITA  promosso da COSPE, Università di Firenze, Regione Toscana, Assostampa e Ordine dei Giornalisti della Toscana. Durante il convegno sono stati illustrati i primi dati dello studio condotto dell’Osservatorio Regionale su Media e Immigrazione, costituito dal gruppo di ricerca RIMEDIA (Rappresentazioni e Immagini dei Migranti nei Media) dell’Università di Firenze, coordinato da Carlo Sorrentino.

Il monitoraggio dei quotidiani locali – concentratosi nella prima settimana dei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2011, per un totale di 1183 articoli rilevati – ha evidenziato alcune tendenze ampiamente diffuse nella stampa nazionale, ma anche delle buone pratiche che rappresentano una peculiarità positiva della notiziabilità toscana.

Se infatti permane la sovrarappresentazione dei fatti di cronaca (53,6%), emerge una significativa percentuale di articoli anche nelle sezioni dedicate alla cultura (12,5%), alle iniziative a favore dell’immigrazione e all’area dei servizi (22,1%) e nella politica (15%). Non solo: i migranti protagonisti degli articoli rilevati sono spesso veri e propri “attori” della scena sociale, capaci di allacciare relazioni cooperative con la popolazione autoctona o tra le diverse etnie. Si confermano però anche le tendenze negative: è ancora la nazionalità, nella maggior parte dei casi (54% degli articoli) a rappresentare i migranti.

Tra i più rappresentati cinesi, romeni, albanese, marocchina e nordamericana. Quasi sempre si parla di rapporti conflittuali tra i soggetti  presenti nell’articolo (47,5%).  Inoltre 5,15% dei casi si utilizza la parola “clandestino”, mentre nel 4,3% si usa la parola “extracomunitario”. Relativamente ai dati territoriali, è emerso che la rappresentazione sui quotidiani toscani delle diverse nazionalità non sempre corrisponde alla loro diffusione reale (secondo i dati ISTAT): è il caso della provincia di Firenze, in cui il primato della comunità albanese è superato – in termini di articoli dedicati – dalla popolazione rumena, numericamente inferiore.

Questi dati hanno permesso lo svilupparsi di un dibattito articolato e ricco di spunti per il lavoro giornalistico quotidiano come ha sottolineato Roberto Natale “ i materiali presentati al convegno  – ha detto il Presidente FNSI – rappresentano strumenti di lavoro fondamentali per il nostro lavoro e  per promuovere con sensibilità e la giusta riaffermazione di autonomia professionale una riflessione seria nelle redazioni”; ma anche delle istituzioni.

“Un’iniziativa importante – ha detto l’assessore regionale Salvatore Allocca  -per gli strumenti che ha prodotto e il dialogo che ha avviato proficuamente con il mondo del giornalismo toscano” e ha poi auspicato che “in un periodo di overdose informativa – si riuscissero a realizzare – anche iniziative  di educazione ai media per sviluppare un consumo critico dell’informazione”.

Durante il convegno è stato distribuito  l’opuscolo   Vademecum Toscana, curato da COSPE e Regione Toscana in collaborazione con Associazione stampa Toscana e Giornalisti contro il razzismo.

La pubblicazione è disponibile anche presso la sede dell’Associazione Stampa Toscana.

Programma del Convegno:

Saluti: Massimo Toschi – Consigliere del Presidente per la cooperazione e le relazioni internazionali e per la difesa dei diritti delle persone disabili – Regione  Toscana. Alessandra Maggi – Presidente dell’Istituto degli Innocenti Introduce: Salvatore Allocca – Assessore all’immigrazione della Regione Toscana

1. Prima sessione – Ore 10 – 12.00

Dalla Carta di Roma all’Osservatorio su media e immigrazione della Regione Toscana, modera: Ismail Ademi (Rete degli Albanesi in Toscana)

Presentazione dei dati

La rappresentazione dei migranti nei quotidiani toscani – Alessandra Marilli, Letizia Materassi, Carlo Sorrentino, Andrea Villa (Laboratorio Rimedia, Cospe – Università di Firenze)
• “Immigrazione, il ‘sentiment’ della Rete” – Giuseppe Burschtein ( AD Frankenstein Progetti di vita digitale)

Coffee Break

Tavola rotonda con Roberto Natale (FNSI), Anna Meli (COSPE), Claudio Armini (ODG Toscana), Stefano Fabbri (Cronisti Toscani), Antonello Riccelli (UCSI), Elisabetta Giudrinetti (Giornalisti Uffici Stampa)

Seconda sessione: ore 12.30 – 13.30
L’importanza di competenze interculturali nei media: l’esperienza dell’ANSI e la nascita della sezione toscana

modera: Junyi Bai (Associna)
intervengono: Paolo Ciampi (Assostampa Toscana), Viorica Nechifor (Presidente Ansi), Beatrice Montini (Giornalisti contro il razzismo), Edita Pucinskaite (ANSI Toscana)

Rassegna stampa dell’evento 

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25 maggio 2011 3 25 /05 /maggio /2011 20:59

Martedì 26 aprile 2011 si è svolta presso la sede dell’Assostampa Toscana, la prima riunione dellANSI in Toscana. Durante la riunione  i giornalisti si sono confrontati sulle problematiche presenti all’interno del mondo giornalistico, dovute alla precarizzazione e alla stretta connessione tra precarietà e cattiva informazione.

E’ stato illustrato il progetto del Cospe “Media, diversità e pluralismo”, finanziato dalla Regione Toscana e discusso il “vademecum/linee guida” (in fase di realizzazione) rivolto ai giornalisti per una corretta informazione sui temi dell’immigrazione nella stampa locale, con un evento finale previsto per il 10 maggio.Si è inoltre accennato al percorso del gruppo “Giornalisti contro il razzismo”, fondato a Firenze.

Paula Baudet Vivanco (Segretaria generale Ansi) ha parlato dell’Associazione Nazionale della Stampa Interculturale (gruppo di specializzazione della FNSI), creata un anno fa, spiegando che l’idea nacque in occasione del documento “Piattaforma dei media multiculturali” e che da subito emerse una forte convinzione sull’importanza di collocarsi all’interno del sindacato giornalisti, piuttosto che creare un’associazione separata.

L’Ansi è nata principalmente con l’obiettivo di risolvere le problematiche relative all’accesso alla professione giornalistica. E’  quindi una sua priorità parlare con gli Ordini regionali in modo che chi abbia i requisiti possa far domanda all’Ordine anche senza il passaporto italiano, come stabilito dalla legge nazionale.

A questo proposito nella riunione è emersa la proposta di organizzare occasioni formative per il personale dell’Ordine e della Fnsi per fornire informazioni corrette e precise sull’accesso alla professione giornalistica dei giornalisti di passaporto straniero che lavorino per testate registrate in Italia.

A riguardo viene ricordata la circolare del Ministero di Giustizia del 2005 che equipara la possibilità di accesso agli stranieri regolarmente residenti in Italia a quella dei cittadini italiani.

E’ possibile consultare tale circolare (http://www.mmc2000.net/sottopresentazioni.php?id_sottosezione=16 ) che già da alcuni giornalisti è stata usata e portata ad alcuni Ordini regionali per motivare la richiesta di iscrizione.

In questa stessa ottica si inserisce anche l’attenzione dell‘Ansi (in Liguria) che attraverso un  comunicato (inviato sotto forma di lettera al quotidiano La Repubblica) ha denunciato la mancata possibilità di partecipare ad un concorso pubblico presso il Comune di Savona da parte di giornalisti di passaporto straniero.

Un’altra problematica che preme molto è quella relativa alla questione del direttore responsabile: si ritiene necessario un cambiamento della parte della legge nazionale che non permette ai giornalisti con passaporto straniero di ricoprire tale posizione e si sta cercando consenso nella categoria per appoggiare tale modifica.

Si informa inoltre che il superamento degli ostacoli all’accesso e la proposta di riforma della legge sul direttore responsabile verranno perseguiti grazie anche alla sostenibilità economica fornita dalla fondazione Open Society per l‘anno 2011-2012 così come gli incontri territoriali. Infatti altro obiettivo è quello di radicare maggiormente l’Ansi territorialmente.

Baudet Vivanco ha spiegato che l’Ansi intende inoltre fornire ai giornalisti di origine straniera maggiori informazioni sui loro diritti. Da qui anche l’avvicinamento alle commissioni e consulte dei giornalisti free lance fondate dalle Assostampa locali su mandato della Federazione nazionale della Stampa, in particolare a Roma (assemblea 7 aprile 2011 e incontro sportello free lance 13 aprile 2011) e Torino.
Si è discusso inoltre della rappresentazione dell’immigrazione sui Media, della Carta di Roma e dell’Osservatorio, nato per monitorarne il rispetto da parte dei giornalisti e si è parlato dell’interesse dell’Ansi di portare avanti il discorso deontologico sulla rappresentazione dell’immigrazione nei media, obiettivo che persegue sia avendo partecipato fin dall’inizio al percorso Carta di Roma sia appoggiando l‘interesse di due soci Ansi che in Liguria si sono proposti per il monitoraggio della stampa locale.
Infine, si è parlato della proposta di creare una sezione Ansi in Toscana, che rappresenterebbe uno strumento possibile per la tutela dei diritti dei giornalisti di origine straniera nella regione. Nel frattempo Baudet Vivanco ha inviitato i giornalisti innanzitutto a entrare a far parte dell’Ansi nazionale.

Fonte: Associazione Stampa Toscana: http://www.assostampa.org/news-sindacali/264-allassostampa-la-prima-riunione-toscana-dellansi-stampa-interculturale.html

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5 maggio 2011 4 05 /05 /maggio /2011 20:50

Nel mese di marzo il Comune di Savona ha indetto un concorso pubblico per l’assunzione di uno Specialista in comunicazione ed informazione a tempo indeterminato (cat. D, posizione economica D1). Il termine di presentazione della domanda era il  31 marzo 2011.  Il primo requisito era il possesso della cittadinanza italiana o di uno stato membro UE.

Bando specialista  comunicazione Comune Savona.

Come ANSI abbiamo valutato il fatto che l’esclusione  dei cittadini non appartenenti all’UE è una palese discriminazione e che il mancato accesso non solo dovrebbe appartenere al passato viste sentenza/e a riguardo ma anche l’Italia multi/interculturale, con addirittura un sacco di figli di immigrati che sarebbero tagliati fuori oltre ai professionisti di prima generazione validissimi a  poter concorrere.

Pubblichiamo inoltre due sentenze:

Abbiamo quindi scritto una lettera al Sindaco di Savona, lettera che mettiamo a disposizione qui sotto:

Caro Sindaco, è la delusione che ci porta a scriverLe. Ancora una volta tra le condizioni per accedere a un concorso pubblico, indetto dal Comune che lei rappresenta, e relativo a un posto di Specialista in Comunicazione ed informazione a tempo indeterminato, si esclude categoricamente la partecipazione ai giornalisti non comunitari. Colleghi che piuttosto che considerarli come un valore aggiunto, diventano soggetti da discriminare. Tutto questo è inaccettabile, significa violare il principio di eguaglianza.

Ricordiamo inoltre che l’art.2 del ‘Testo Unico sulla condizione dello straniero (D.Lgs 286/98)’ che recita nei primi tre commi:  

‘1. Allo straniero comunque presente alla frontiera o nel territorio dello Stato sono riconosciuti i diritti fondamentali della persona umana previsti dalle norme di diritto interno, dalle convenzioni internazionali in vigore e dai princìpi di diritto internazionale generalmente riconosciuti. 2. Lo straniero regolarmente soggiornante nel territorio dello Stato gode dei diritti in materia civile attribuiti al cittadino italiano, salvo che le convenzioni internazionali in vigore per l’Italia e il presente testo unico dispongano diversamente. Nei casi in cui il presente testo unico o le convenzioni internazionali prevedano la condizione di reciprocità, essa è accertata secondo i criteri e le modalità previste dal regolamento di attuazione. 3. La Repubblica italiana, in attuazione della convenzione dell’OIL n. 143 del 24 giugno 1975, ratificata con legge 10 aprile 1981, n. 158, garantisce a tutti i lavoratori stranieri regolarmente soggiornanti nel suo territorio e alle loro famiglie parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti rispetto ai lavoratori italiani’.

In questi giorni la nostra associazione Ansi (Associazione nazionale Stampa interculturale) gruppo di specializzazione all’interno del sindacato Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi), ha compiuto un anno, ma nel nostro lungo percorso avviato da più di una decina d’anni, abbiamo conosciuto e seguito moltissimi casi di discriminazione e mancate pari opportunità. L’ingiustizia insomma non ci è indifferente: Lei in questo caso non solo toglie un’opportunità di lavoro a un cittadino ma è complice di una discriminazione che continua ad essere latente nel settore dell’informazione. Una ricerca avviata l’anno scorso dall’Ong Cospe (Cooperazione Sviluppo Paesi Emergenti) sui media multiculturali ci dà la conferma di quello che avviene nelle redazioni in Liguria. Dove si contano una quarantina di operatori della comunicazione di origine straniera, ma solo una giornalista (non comunitaria) lavora per un media a larga diffusione. In tutta Italia esistono più di 500 testate multiculturali, dove alcuni addetti sono riusciti ad ottenere il riconoscimento della loro professionalità. Ma anche qui se li cerchiamo tra le testate a larga diffusione, i numeri si contano nelle dita di una mano. Una strada sempre in salita insomma, e lo sanno bene i giovani figli di immigrati. Giovani nati o cresciuti nel territorio italiano che spesso non hanno il passaporto italiano e dunque affrontano molti ostacoli anche solo per partecipare a concorsi pubblici. Questa è l’informazione che Lei intende promuovere?  Basata sull’esclusione? Pensiamo che chi si impegna nel settore pubblico, come Lei, non dovrebbe dimenticare le parole “diritto” e “uguaglianza”. 

Firmato dall’Ansi – Associazione Nazionale della Stampa Interculturale e l’Associazione Ligure dei Giornalisti.

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6 gennaio 2011 4 06 /01 /gennaio /2011 20:30

ROMA, 3 aprile 2007 – “La riforma della legge professionale deve affrontare la questione dei giornalisti stranieri che operano in Italia. Esistono testate in lingua straniera che, in mancanza di altre soluzioni, vengono dirette da colleghi italiani che neppure conoscono quell’idioma. E’ una situazione che deve cessare. Sia l’Ordine sia la Federazione della Stampa devono premere affinché la riforma della legge del ’63 risolva al più presto queste questioni, al fine di favorire un giornalismo più sensibile alla questione del pluralismo multiculturale”.

 

Con queste parole Vittorio Roidi, Segretario del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha invocato parità di accesso alla professione giornalistica per i cittadini immigrati.

 

L’intervento di Roidi è giunto al termine della seconda riunione del Comitato Tecnico Scientifico del progetto Mediam’Rad – Media, Diversità, Pluralismo che l’Ordine dei Giornalisti ha ospitato nella sua sede romana. L’incontro, coordinato da COSPE ha riunito, inoltre, giornalisti della Piattaforma nazionale dei media multiculturali e della Federazione media culturali stranieri – MediaUn, rappresentanti della FNSI, del Segretariato Sociale RAI, di Metropoli – La Repubblica, Stranieri in Italia e di ENAR oltre a docenti delle Università di Firenze e Bologna.

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5 gennaio 2011 3 05 /01 /gennaio /2011 20:25

La nuova Unione Europea ambisce ad essere uno spazio di libertà e giustizia nel quale si possano sviluppare valori condivisi e la ricchezza culturale sia rispettata. Nei paesi membri dell’Unione e in quelli dell’allargamento sono attive migliaia di iniziative mediatiche che promuovono la diversità, la ricchezza e il pluralismo culturale con un bacino potenziale di utenti che conta milioni di individui. Si tratta di quelli che possiamo definire media multiculturali: periodici, quotidiani, siti internet, emittenti e programmi radio-televisivi, spesso espressione di realtà associative e comunitarie, che coinvolgono, in veste di produttori o di principali fruitori, migranti e i diversi gruppi di origine immigrata I media multiculturali sono spesso iniziative locali che utilizzano la/e lingua/e del proprio pubblico cui forniscono informazioni sull’Italia e i contesti locali, notizie sui paesi di origine dei flussi migratori che non trovano spazio nei media a larga diffusione, ed altre notizie che variano a seconda del taglio e degli obiettivi della testata. Essi offrono inoltre una piattaforma di discussione e scambio tra i migranti e gli altri gruppi di origine immigrata così come tra le comunità minoritarie e quelle maggioritarie. I media multiculturali in Italia sono una realtà vivace e in crescita continua e sono importantissimi canali di comunicazione e informazione sia all’interno delle comunità di cui sono espressione, sia verso la società nel suo insieme. Le iniziative mediatiche multiculturali svolgono un servizio di interesse pubblico che bilancia e, in molti casi, supplisce al deficit di rappresentatività e alle carenze di media a larga diffusione che continuano a rappresentare la società in cui viviamo come prevalentemente monoculturale e monolingue, quello del gruppo dominante in senso numerico o di potere. Al loro interno trovano applicazione alcuni dei principi su cui si vuole fondare la nuova Unione Europea, dalla promozione della cultura e della pratica della non-discriminazione, al diritto a comunicare ed essere informati nella propria lingua, per arrivare alle pari opportunità di accesso alla produzione stessa dell’informazione. Per quanto rilevante, il ruolo dei media multiculturali spesso non viene riconosciuto, soprattutto in termini di accesso alle frequenze, ai finanziamenti e alle opportunità di qualificazione professionale. Per sostenere l’attività di queste iniziative, i promotori e protagonisti delle stesse, riunitisi a Firenze al 1° Incontro Nazionale dei Media Multiculturali decidono di costituire una Piattaforma nazionale, che permetta loro di

  • Facilitare lo scambio e il confronto fra i protagonisti delle iniziative e cercare di unire le forze per contribuire a promuovere un cambiamento nelle politiche sull’immigrazione e dei media a larga diffusione
  • Mettere in rete le esperienze, per favorire la circolazione dell’informazione e la conoscenza reciproca
  • Dare visibilità e valorizzare le buone pratiche sia fra i promotori delle iniziative sia verso gli editori o potenziali tali, sia verso i privati interessati a sostenere i media multiculturali
  • Avere il riconoscimento del ruolo sociale che i media multiculturali svolgono per il miglioramento della comunicazione interculturale, la comprensione e il dialogo reciproci

Dalle diverse occasioni di scambio sono emerse differenze di esperienze e di approcci al mondo dell’editoria e dei media, ma una volontà comune dei cittadini e delle cittadine di origine immigrata impegnate nei media multiculturali di autorappresentarsi e di sviluppare canali di informazioni propri. In modo particolare i promotori della Piattaforma chiedono un riconoscimento formale del contributo sostanziale che i media multiculturali danno alla crescita civile e allo sviluppo di una società più inclusiva in Italia. E’ necessario riconoscere che sia come fruitori dell’informazione (audience) che come potenziali fonti i cittadini di origine immigrata possono svolgere un ruolo centrale nel mondo dei media.

La Piattaforma dei Media Multiculturali ritiene che:
  • la libertà di espressione, il diritto ad essere informati e a comunicare sono diritti umani fondamentali per tutti i cittadini
  • i media multiculturali possono dare un enorme contributo al processo di partecipazione e emancipazione dei migranti e delle minoranze etniche nel quadro della nozione di cittadinanza attiva, attraverso il miglioramento della comunicazione interculturale, la comprensione e il dialogo reciproci
  • utilizzando il linguaggio dei loro utenti, i media multiculturali riescono ad arrivare in maniera efficace all’audience immigrata e di origine immigrata che, generalmente, gli altri media locali e nazionali non sono in grado di raggiungere
  • utilizzando la lingua italiana, i media multiculturali possono favorire il dialogo circolare tra immigrati e tra immigrati e italiani
  • i media multiculturali possono giocare un significativo ruolo di supporto ai mezzi di comunicazione mainstream, agendo da mediatori tra le comunità di origine etnica minoritaria e quelle maggioritarie e fornendo accesso a reti e a fonti di informazione mediatiche alternative
  • i media multiculturali offrono un servizio di interesse pubblico fondamentale e che, in quanto tali, dovrebbero entrare a far parte integrante del sistema mediatico nazionale e europeo
  • i media multiculturali necessitano di un sostegno significativo per continuare a svolgere questo loro ruolo.
La Piattaforma nazionale chiede ai Mass-Media italiani
  • di prendere atto che l’Italia è una realtà multiculturale e che anche i mass media dovrebbero riflettere la diversità e la complessità dell’Italia di oggi, sia nella trattazione delle notizie che della loro copertura, ma anche nella composizione delle redazioni
  • di riconoscere la necessità di competenze interculturali in tutte le redazioni
  • di operare per un maggiore coinvolgimento dei giornalisti stranieri nella vita dei giornali delle radio e tv in cui operano al fine di garantire un pluralismo culturale nell’informazione e nei media
  • di operare un’ampia riflessione sul linguaggio utilizzato nelle notizie sull’immigrazione e i paesi di origine dell’immigrazione
  • di ricorrere maggiormente ad esperti di origine immigrata per l’approfondimento di questioni specifiche inerenti l’immigrazione e i paesi di origine dell’immigrazione e promuovere così il cambiamento dell’immagine stereotipata degli immigrati in Italia
  • di diversificare le fonti di informazione relative alle tematiche migratorie e dei paesi di origine di immigrazione, ricorrendo ai media multiculturali per migliorare la qualità dell’informazione
La Piattaforma chiede in particolare al servizio pubblico radio – televisivo
  • di allargare gli spazi delle iniziative mediatiche multiculturali nei palinsesti radiotelevisivi e moltiplicare le occasioni di partecipazione
  • di considerare il contributo dei professionisti di origine immigrata come un valore aggiunto ad una corretta e plurale copertura del tema dell’immigrazione e dei paesi di provenienza dei flussi migratori
La Piattaforma chiede all’Ordine Nazionale dei Giornalisti
  • di rimuovere le barriere all’accesso alla professione giornalistica per i cittadini immigrati
  • di promuovere la parità di trattamento fra giornalisti italiani e immigrati attraverso il riconoscimento delle professionalità maturate sia all’estero che in Italia e l’eliminazione dell’elenco speciale stranieri annesso all’Albo
  • di rimuovere il requisito della nazionalità italiana per l’assunzione della carica di direttore responsabile di testata
La Piattaforma chiede alle Scuole di Giornalismo e alle Facoltà di Scienze della Comunicazione
  • di prevedere nei percorsi di formazione dei moduli specifici sull’interculturalità come approccio e modalità di coprire le notizie tutte e in particolare quelle inerenti l’immigrazione e i paesi di provenienza dei flussi migratori
  • di valorizzare i media multiculturali come canale di informazioni qualificato
  • di ricorrere maggiormente ad esperti – formatori di origine immigrata per l’approfondimento di questioni specifiche inerenti la copertura mediatica dell’immigrazione e dei paesi di origine dell’immigrazione
La Piattaforma chiede a tutte le forze della società civile
  • il riconoscimento del ruolo di servizio pubblico e sociale delle iniziative mediatiche multiculturali e che le suddette vengano inserite in tutte le normative europee e nazionali che disciplinano il sistema dei media, permettendo loro di usufruire dei contributi previsti dalla legislazione nazionale (L. 416/81 e L. 62/01)
  • di lavorare per la creazione di fondi specifici per l’editoria multiculturale promossa e gestita da immigrati presso il Dipartimento per l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri
  • di creare canali di accesso privilegiati ai media per i cittadini di origine immigrata
  • di educare ai media per agire come audience consapevoli e di agire in modo concreto ogni qual volta la rappresentazione degli immigrati sia particolarmente scorretta e ingiuriosa, ma anche nei casi di copertura positiva indirizzando lettere ai direttori responsabili e ai giornalisti autori degli articoli/servizi
La Piattaforma chiede agli Enti Locali
  • di collaborare per la sostenibilità delle iniziative editoriali, riconoscendone il valore di servizio rispetto ai processi di inserimento sociale dei cittadini di origine immigrata, premendo per la creazione di fondi specifici per l’editoria multiculturale gestita e promossa da immigrati
  • valorizzare i media multiculturali come canale di informazioni qualificato, al pari dei media a larga diffusione, per raggiungere i cittadini stranieri e quindi promuovere questi media perché vengano utilizzati per campagne degli enti pubblici
  • di aprire spazi di partecipazione ai giornalisti di origine immigrata e/o alle testate multiculturali nelle pubblicazioni a carattere informativo edite e diffuse dagli enti locali
La Piattaforma italiana aderisce alla campagna promossa da On Line More Colour in The Media per un Manifesto Europeo dei Media Multiculturali
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Giornalismo e Intercultura

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