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21 marzo 2014 5 21 /03 /marzo /2014 18:05

Roma - 21 marzo 2014. Ansi (Associazione nazionale Stampa interculturale, gruppo di specializzazione del sindacato giornalisti Fnsi) scrive oggi al ministro della Giustizia in occasione della Giornata Mondiale contro il razzismo per "esprimere grande approvazione per il parere del Suo ministero riguardante i direttori responsabili di passaporto straniero e che rappresenta un passo importante rispetto alle limitazioni dell'articolo 3 della Legge sulla Stampa" (febbraio 2014). Ansi racconta al ministro del caso importante della sua associata Domenica Canchano, che non aveva potuto registrare una testata giornalistica presso il Tribunale di Genova. Da lì l'interpretazione legale data nel 2011 dall'Unar (Ufficio nazionale contro le discriminazioni razziste), su domanda di Ansi, dove si parlava di discriminazione della 47/48 e la richiesta di Ansi al Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti di sollecitare un parere del ministero di Giustiza.


Nella lettera Ansi spiega le motivazioni di un'interlocuzione diretta con il ministro e il suo vivo interesse per sapere sull'applicazione del parere perché "caro ministro saremmo davvero lieti di poter dire a tutti i nostri soci/e che i Tribunali, grazie ad una circolare ministeriale, stanno già applicando il parere e che ovunque essi risiedano nel territorio italiano possono ritirare il materiale aggiornato e presentare, orgogliosamente e senza dubbi, richiesta di diventare direttori responsabili di testate italiane, finalmente giornalisti “di fatto e per diritto”".

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13 marzo 2014 4 13 /03 /marzo /2014 06:22
Ansi vittoriosa ma vigile: “Ora i Tribunali applichino il parere ministeriale che ci dà ragione superando la discriminazione contro i direttori stranieri”

Roma – 13 marzo 2014. Il 21 marzo, Giornata mondiale contro il razzismo, si avvicina e l’Ansi (Associazione nazionale Stampa interculturale, gruppo di specializzazione dell'Fnsi) vuole una vittoria piena contro la discriminazione verso i giornalisti di passaporto straniero. Nei giorni scorsi l’associazione nazionale di giornalisti di origine straniera aveva ottenuto il risultato più importante dall’inizio, nel 2010, della sua Campagna per la modifica dell’articolo 3 della legge sulla Stampa: il parere del ministero di Giustizia dove finalmente si riconosceva ufficialmente che la norma dell'articolo 3 sui direttori responsabili esclusivamente italiani andava considerata "abrogata per incompatibilità con il d.lgs. 286/98".

“La risposta del ministero rappresenta una nostra vittoria importante – dichiara Paula Baudet Vivanco, segretaria nazionale di Ansi – ma ora è necessario che tutti i Tribunali applichino fino in fondo il parere. A partire dalle informazioni e dalla documentazione da dare ai giornalisti stranieri per la registrazione di giornali presso i Tribunali, che devono essere conformi al parere ministeriale. Per evitare che ad un altro collega venga impedito di esercitare in pieno la propria professione, come accaduto nel 2011 alla nostra socia Domenica Canchano”. Alla fine del 2011 dopo una riunione organizzata da Ansi presso l'Unar (Ufficio nazionale contro le discriminazioni razziste) era stato richiesto ufficialmente al presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, di sollecitare il parere del ministero di Giustizia sulla discriminazione contro i direttori responsabili di passaporto straniero presente nella legge sulla Stampa. Questo alla luce del parere favorevole dato nel settembre 2011 dall'Unar ad Ansi proprio sul caso della sua socia Domenica Canchano, iscritta all’Ordine dei giornalisti della Liguria, elenco pubblicisti, che non aveva potuto registrare una testata presso il Tribunale di Genova. Convinti dell’importanza del pronunciamento autorevole dell’Unar e sostenuti dall’Ordine dei giornalisti e dalla presidenza dell’Fnsi, Ansi si era anche rivolta all'allora ministra per l’Integrazione, Cecile Kyenge, che ne aveva preso atto nel suo schema di ddl contro le norme discriminatorie (20 gennaio 2014), e al parlamentare Khalid Chaouki, che su richiesta di Ansi aveva contattato anche il sottosegretario all’Editoria.

Per la presidente di Ansi, Viorica Nechifor, “il nostro compito è ora monitorare l’applicazione del parere ministeriale e quindi sollecitiamo tutti i colleghi a contattarci in caso di ostacoli. Ringraziamo il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e in particolare la sua Presidenza, per aver continuato negli anni, su nostra richiesta, a sollecitare il parere del ministero di Giustizia che superasse la discriminazione, come già indicato dall’Unar”.
www.associazioneansi.org

Parere ministero Giustizia sui direttori responsabili stranieri Marzo 2014

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11 aprile 2013 4 11 /04 /aprile /2013 18:35

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Il 17 giugno 2013 è il termine per poter partecipare all’edizione 2013 del premio giornalistico Istituto Veneto per Venezia.

Il Premio intende segnalare un articolo o un video riguardante Venezia che si distingua per l'acutezza dell'analisi della realtà veneziana, colta nei suoi vari aspetti sociali, economici, naturalistici o artistici.

Il Premio dell'ammontare di €. 5.000 sarà attribuito dalla una commissione nominata dal Consiglio di Presidenza dell'Istituto Veneto.

Alla commissione potranno pervenire segnalazioni di articoli o servizi giornalistici che corrispondano alle finalità del Premio sia dalle redazioni delle testate interessate, sia dagli autori, così come da Associazioni, Enti, Istituti: le lettere dipresentazione, l'articolo o il dvd del servizio segnalato - con l'indicazione della sede di pubblicazione e con una copia originale, per la carta stampata - e un cenno biografico o curriculum dell'autore, dovranno pervenire alla Segreteria dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti (Campo Santo Stefano, 2945 - 30124 Venezia) a mezzo raccomandata entro il 17 giugno 2013.

Le segnalazioni dovranno riferirsi a lavori pubblicati o, nel caso di video, trasmessi nel corso degli anni 2011/2013.

Quelli pubblicati in lingue altre dall'Italiano, Inglese, Francese, Tedesco o Spagnolo dovranno essere accompagnati dalla traduzione in una delle suddette lingue.

La Commissione giudicatrice del Premio “Istituto Veneto per Venezia” è composta da: Gian Antonio Danieli, Presidente; Frances Clarke, Lorenzo Fellin, Leopoldo Mazzarolli, Gherardo Ortalli, Manlio Pastore Stocchi, Antonio Paolucci, Andrea Rinaldo, Pierre Rosenberg, Wolfgang Wolters, Alvise Zorzi; Sandro Franchini, Segretario.

L'assegnazione del premio si terrà a Venezia, presso la sede dell'Istituto Veneto, domenica 29 settembre 2013, Giornata Europea del Patrimonio.

Lo scorso anno il premio è stato assegnato ex aequo ai reportage Veniseland (France 3 TV– Thalassa, 2012) di Denis Bassompierre e Isabelle Moeglin, e Carnaval en prison (France Télévisions, 2012) di Renaud Bernard, Claudia Billi e Karine Guillaumain.

In precedenza: 2011, Fiona Ehlers, Das Leben einer Toten, apparso su «Der Spiegel», 21 febbraio 2011 ed Enrico Tantucci, Venezia merita di essere Venezia?, sul «Giornale dell’Arte», numero del giugno 2011; 2010, Cathy Newman, Vanishing Venice, pubblicato sul «National Geographic Magazine» (USA), numero di Agosto 2010; 2009, Victor Gomez, No al modelo Venecia, apparso su «El Paìs», 22 Marzo 2008; 2008, John Kay, Welcome to Venice, the theme park, apparso sul «Times» di Londra, 1° marzo 2008.

Bando di partecipazione 

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5 aprile 2013 5 05 /04 /aprile /2013 16:27

 

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Raccogliendo la sollecitazione di Carta di Roma e la storica battaglia condotta dalla presidente Laura Boldrini, l'agenzia Adnkronos annuncia che i suoi lanci non conterranno più la parola "clandestino" riferita alle persone immigrate.

Faranno eccezione solo le eventuali dichiarazioni contenute in comunicati stampa e riportate tra virgolette. Anche nella trascrizione delle interviste e delle dichiarazioni raccolte, la parola 'clandestino' sarà evitata, a meno che essa non sia ritenuta indispensabile-opportuna per chiarire il pensiero dell'intervistato o per riprodurre fedelmente il linguaggio dello stesso.

Al posto di "clandestino" saranno usati di volta in volta i termini più adeguati al contesto delle singole notizie, come irregolare, migrante, immigrato, rifugiato, richiedente asilo, persona, cittadino, lavoratore, giovane, donna, uomo, secondo quanto indicato dal glossario e dalle Linee guida della Carta di Roma stessa.

Il comunicato stampa è disponibile sul portale dell'agenzia Adnkronos

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11 settembre 2012 2 11 /09 /settembre /2012 16:07

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C’è tempo fino a novembre per i mediattivisti di tutta Europa pronti a conoscersi e lavorare assieme con European Media Work Exchanges, progetto di scambi europei per chi lavora nel mondo dell’informazione e della comunicazione. L’iniziativa è promossa dall’Unione Europea e dal Consiglio d’Europa nell’ambito di “Media Against Racism in Sport”.

European Media Work exchange offre a tutti coloro che operano nel mondo dei media (giornalisti freelance, studenti di scuole di giornalismo, fotogiornalisti, editori, …) l’opportunità di condividere esperienze con un/una collega europeo/a e realizzare con lui/lei un progetto per promuovere la diversità e la non discriminazione nei media, con un focus specifico sullo sport.

L’iniziativa prevede scambi della durata complessiva di 10 giorni  (5 giorni come ospiti, 5 giorni come ospitanti). Il Consiglio d’Europa provvederà a offrire ai partecipanti prescelti sostegno finanziario e logistico per viaggiare e lavorare nei paesi dell’Unione Europea.

Le candidature devono pervenire entro novembre 2012. Gli interessati che non abbiano contatti con colleghi o organizzazioni in Europa potranno comunque partecipare alla selezione: il Consiglio europeo provvederà a facilitare la ricerca di un possibile partner.

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29 giugno 2012 5 29 /06 /giugno /2012 18:38

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Secondo quanto comunicato dal presidente dell’Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino alla Federazione nazionale della stampa e all’Ansi, l’Associazione nazionale stampa interculturale, l’obbligo della cittadinanza italiana per registrare una testata è incompatibile con il recente decreto e pertanto decadrà una volta che il Dpr entrerà in vigore (circa 60 giorni).

Questo chiarimento è emerso durante un incontro avuto dal presidente ODG Iacopino con il ministro della giustizia Severino. L’ importante riconoscimento dà finalmente ragione alla lunga battaglia dell’ANSI che ha seguito numerosi casi di giornalisti professionisti che per via di un passaporto non comunitario si sono visti negare la possibilità di essere direttori responsabili.  

La legge sulla stampa del 1948 e le successive modifiche richiedono infatti la cittadinanza italiana oppure in uno dei Paesi Ue per registrare una testata giornalistica e anche per esserne proprietari. Uno dei casi più recenti, riguardante una giornalista peruviana cresciuta in Italia e residente da anni a Genova, che si era vista impedire dal tribunale del capoluogo ligure l’avvio di una testata sul web, aveva ricevuto anche il parere dell’ Ufficio nazionale antidiscriminazioni, che ne aveva certificato la ‘discriminazione indiretta’.

Sono disponibili: 

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26 marzo 2012 1 26 /03 /marzo /2012 18:22

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Il 2 e il 3 aprile 2012 presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Via di Santa Maria in Via, 37 – Roma si è tenuto il Convegno Europeo organizzato da UNAR e ANSI - MEDIAMente Diversi - Giornalismo e Immigrazione in Italia e in Europa. 

E' disponibile il comunicato stampa e il programma completo.  

Album foto: Asterisco Radio su Facebook 

“Noi giornalisti non abbiamo fatto il possibile per impedire al veleno tossico del razzismo di penetrare nella società prendendo il sopravvento ”.

Lo ha detto Roberto Natale, Presidente di FNSI(Federazione Nazionale Stampa Italiana), durante il suo intervento al convegno MEDIAMente diversi. Giornalismo e immigrazione in Italia e in Europa. Durante i due giorni del convegno, organizzato daANSI (Associazione Nazionale Stampa Interculturale) e UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) a Roma, si è parlato del ruolo dei media e dei giornalisti in una società come quella italiana, sempre più multietnica e alle prese con fenomeni razzisti in crescita.

La conferenza si è tenuta al termine della Settimana europea di Azione Contro il Razzismo, in partenariato con Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con il patrocinio di Ordine dei Giornalisti, Segretariato Sociale Rai e Federazione Nazionale Stampa Italiana.

Testo completo: Albania News 

In conclusione del Convegno si è svolta la cerimonia consegna del premio giornalistico FOR DIVERSITY AGAINST DISCRIMINATION 2011, alla presenza del  Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega alle Pari Opportunità, ELSA FORNERO, del rappresentante italiano della Commissione Europea, Lucio Battistotti e del direttore dell’UNAR MASSIMILIANO MONNANNI. 

È stato premiato in occasione del convegno europeo MEDIAMente Diversi -Giornalismo e Immigrazione in Italia e in Europa organizzato a Roma, e ora potrà concorrere per il riconoscimento europeo. Il giornalista Stefano Pasta, con l’articolo Milano, benvenuti a Sgomberopoli, ha vinto l'edizione 2011 del Premio “Insieme contro le discriminazioni!”.
L’articolo -così si è espressa alla premiazione la Giuria nazionale, formata fra gli altri da Massimiliano Monnanni (Direttore Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) ed Elena Montani(Commissione europea – Rappresentanza in Italia)- affronta una tematica di indubbia dimensione europea, introducendo una chiave di lettura che contribuisce alla destrutturazione degli stereotipi e dei pregiudizi usualmente attribuiti alle comunità rom e sinte.” Anche il linguaggio utilizzato dal giornalista, semplice da comprendere, mira ad un risultato vincente:restituisce infatti alle persone la centralità che spetta loro nei diritti fondamentali, con un'attenzione particolare “al tema della diversità e dell’alterità che da sempre contraddistingue le comunità rom e sinte rispetto al resto della popolazione europea”. Tutte le informazioni sul premio sono disponibili sul sito http://journalistaward.stop-discrimination.info/
Testo completo: Albania News 
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18 marzo 2012 7 18 /03 /marzo /2012 22:05

iacopino.jpg

L’assenza del requisito della cittadinanza italiana o comunitaria non è elemento ostativo all’iscrizione all’Albo dei giornalisti. È questo il principio ribadito nella lettera firmata da Enzo Iacopino – Presidente del Consiglio Nazionale dell’ODG –  inviata a tutti i Consigli regionali dell’Ordine dei Giornalisti dopo una richiesta in tal senso presentata a novembre dall'Ansi.

Nonostante la circolare emanata nel 2005 dall’ODG (circolare 1/2005) per derogare al requisito della cittadinanza italiana e il parere del Ministero di Grazia e Giustizia che ribadiva lo stesso concetto, era necessario l’invio di una seconda circolare a tutti gli Ordini Regionali per ricordare i requisiti di accesso all’Ordine.

La questione era stata recentemente al centro di un incontro tra l’Ansi, Iacopino (ODG) e Roberto Natale (FNSI). In tale occasione l’Associazione nazionale della Stampa interculturale aveva riportato alla loro attenzione anche un’altra questione molto importante, quella della discriminazione verso i direttori responsabili con passaporto straniero laddove si richiede il requisito della cittadinanza italiana. Durante l’incontro, l’Ansi aveva illustrato alcuni casi di discriminazione in tal senso e aveva proposto di richiedere al ministero di Giustizia un parere sulla materia, anche alla luce della recente interpretazione Unar sul caso di Domenica Canchano.

Entrambe le questioni sono state ampiamente discusse durante l’assemblea nazionale dell’Ansi, che si è tenuta il 18 novembre a Roma e ha visto la partecipazione di numerosi soci e sostenitori di diverse nazionalità, arrivati per l’occasione da tutta Italia.

Mettiamo a disposizione la lettera inviata ai Consigli regionali dell’Ordine dei giornalisti da parte del presidente del Cnog, Enzo Iacopino, in seguito al suo incontro con Ansi del 14 novembre 2011 e alla lettera Ansi del 15 novembre 2011.

Come Ansi abbiamo chiesto che la circolare 1/2005 venga pubblicata e resti visibile sul sito del Consiglio nazionale.

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15 marzo 2012 4 15 /03 /marzo /2012 18:40

mona--copia-1.jpg

Lunedì 19 Marzo dalle ore 17.30 al Circolo dei Lettori, Palazzo Graneri della Roccia, Via Bogino, 9 a Torino,  “Nuovi Italiani: il ruolo dei media nella definizione delle “Nuove Cittadinanze”,incontro con Mona Eltahawy, editorialista ed esperta di tematiche arabe e musulmane organizzato dal Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano.

L’immigrazione sta cambiando la nostra società come mai prima d’ora e sono cambiate anche le modalità con cui le persone si informano e acquisiscono le notizie.  Il programma si concentra sullo specifico ruolo svolto dai media nel definire il profilo dei “Nuovi Italiani” ed esplora il panorama dei media tradizionali, di quelli etnici e l’ampio numero dei blog delle comunità etniche.

La sfida dell’immigrazione e della modernità e’ di promuovere la partecipazione e le idee dei nuovi cittadini e di riconoscere loro un ruolo piu’ interattivo: un’ulteriore sfida, che questo evento vuole affrontare e’ discutere come meglio le idee dei giovani di seconda generazione possono essere incorporate da tutti gli organi di stampa.

Il PROGRAMMA:

  • ILDA CURTI – Assessore alle Politiche per l’Integrazione
  • RICHARD W. SNELSIRE– Console per gli Affari Politici ed Economici e Nuove Cittadinanze. Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano
  • MONA ELTAHAWY
  • MARCO BARDAZZI– La Stampa
  • SHERIF EL SEBAIEIn-Turin
  • VIORICA NECHIFORAssociazione Nazionale Stampa Interculturale

Saranno presenti anche:

Sara Hejazi, Fatima Habib Eddine, Istituto FIERI, Istituto Paralleli, Fondazione SAI – Women2be digital magazine, Farian Sabahi, Compagnia di San Paolo

Scarica l’ invito

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21 febbraio 2012 2 21 /02 /febbraio /2012 15:38

mistermedia_23febb.jpg

Giovedì 23 febbraio 2012 ore 9.30 presso Sala Conferenze ex hotel Bologna Via di S. Chiara, 5 a Roma è stato presentato  Rapporto anuale Minorities Stereotypes on Media. Da parte dell'ANSI ha partecipato Khalid Chaouki. Secondo una ricerca che ha monitrato l’intera offerta informativa radiotelevisiva per 275 giorni, analizzando oltre 7 mila file, migranti, rom e persone lgbt compaiono solo in casi di cronaca. E prevale un’immagine negativa

ROMA – Marginalità, semplificazione, distorsione e stereotipi. Sono le caratteristiche dello spazio che hanno le minoranze a rischio discriminazione sui media italiani. Lo afferma la ricerca Minorities Stereotypes on Media (Mister Media), progetto nato dalla collaborazione tra il Centro D’Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva e il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza, e  con il supporto di Open Society Foundations. La ricerca si basa un un monitoraggio effettuato 24 ore su 24 dell’intera offerta radiotelevisiva di informazione - le news, i programmi di approfondimento, attualità e infotainment in un periodo di rilevazione che va dal 1 luglio al 31 dicembre 2010 e dal 1 aprile al 30 giugno 2011, per un totale di 275 giorni. Il totale dei “file” (servizi tg o gr, trasmissioni tv o radio) analizzati è di 7153 (circa l’80% dei quali sono contenuti radiofonici), vale a dire una media di circa 26 “passaggi” al giorno in cui sono state trattate minoranze o eventi che coinvolgessero appartenenti a minoranze.
Nella ricerca si intendono per minoranze alcuni gruppi sociali soggetti a discriminazione, vale a dire gli immigrati, rom e sinti, gay lesbiche e transessuali, religioni minoritarie e ex tossicodipendenti ed ex detenuti. “Le minoranze sembrano risentire di una marginalità informativa, a prima vista derivante da una semplicistica, e quindi discutibile, equazione concettuale in base a cui, riguardando una porzione ridotta della società, esse sono destinate a suscitare un’attenzione ridotta da parte della maggioranza del corpo sociale” si legge nel rapporto. Sotto accusa finiscono il modo di selezionare le notizie nelle redazioni radiotelevisive italiane, il linguaggio utilizzato e la scarsa conoscenza dei fenomeni sociali da parte di chi fa informazione. I giornalisti italiani scelgono le notizie in base a ciò che ritengono di maggiore interesse per il pubblico e quindi le minoranze, proprio perché tali, restano sullo ‘sfondo’ del panorama informativo italiano. “Soltanto quando gli eventi legati alle minoranze sono considerati il frutto di comportamenti “devianti” questi sembrano assumere una maggiore visibilità, riuscendo a soddisfare altre regole dell’informazione (ad esempio bad news good news)” continua l’analisi Minorities Stereotypes on Media, presentata oggi a Roma.  
Migranti, rom, tossicodipendenti o omosessuali diventano temi “appetibili” per i mass media italiani soltanto quando compiono atti devianti e finiscono nel calderone della cronaca nera. “L’esito finale che spesso ne deriva è la proliferazione di argomenti simili, caratterizzati da linguaggi ripetitivi, capaci di alimentare e perpetuare luoghi comuni e stereotipi – conclude la ricerca -  Le minoranze, sono  una parte della realtà sociale ritenuta “diversa” perché poco conosciuta.

Ad esempio l’immigrazione “spesso fa notizia quando diventa problema o emergenza: così i migranti, o più semplicemente gli immigrati, si trasformano in una minaccia costante alla sicurezza e alla cultura degli italiani”, si legge nel rapporto Mister Media. Lo stesso trattamento viene riservato anche a molte altre minoranze, producendo l ‘equazione fra devianza e minoranza,  con effetti deleteri che influenzano la percezione del pubblico. La ricerca è stata sia quantitativa che qualitativa e si è avvalsa di alcuni ‘focus group’, uno dei quali si è tenuto con giornalisti delle principali testate italiane fra radio, tv e agenzie di stampa. Dall’incontro è emerso che “ un ruolo decisivo viene giocato anche dalla politica; in particolare, osservando il ritratto radiotelevisivo delle minoranze è evidente la stretta interdipendenza tra l’agenda dei media e i temi “caldi” della politica”. I media italiani risultano conformisti rispetto alle versioni della realtà sociale fornite dai politici quando si parla di minoranze. “In questo ambito – conclude la ricerca - il discorso giornalistico incontra non poche difficoltà nella creazione di un racconto autonomo della realtà, risentendo in molti casi dei desiderata e dei protagonismi della politica”. (rc) 

© Copyright Redattore Sociale

Informazioni di back ground:

Minorities Stereotypes on Media, progetto nato dalla collaborazione tra il Centro D’Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva e il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza, con il supporto di Open Society Foundations, presenta i dati del monitoraggio della rappresentazione delle minoranze sui mezzi di informazione italiani.

Durante la ricerca sono stati monitorati 24 ore su 24 tutti i notiziari e le trasmissioni di approfondimento, dai talk show ai programmi di attualità, in programmazione sui canali nazionali dal 1 luglio al 31 dicembre 2010 e dal 1 aprile al 30 giugno 2011. Le categorie prese in considerazione nell'indagine includono le minoranze nazionali, culturali, religiose, i gruppi con diversi orientamenti sessuali e alcune delle figure tipicamente considerate devianti (detenuti, tossicodipendenti, etc.), spesso oggetto di discriminazione sociale.

Sono stati analizzati 7.153 tra telegiornali o radiogiornali nazionali e trasmissioni televisive e radiofoniche per una media di circa 26 “passaggi” al giorno in cui sono state trattate notizie relative alle minoranze. A rappresentare il luogo privilegiato di costruzione del discorso mediale sulle alterità è la categoria "immigrati" (e "rifugiati"), ma significativa è anche la presenza delle minoranze "etno-culturali" e di quelle "religiose".

Rispetto alla radio, la televisione sembra appiattire il discorso sulle minoranze sulla categoria "immigrati" e, considerando i soli contenuti televisivi, il divario tra questa categoria e le altre aumenta considerevolmente. Di contro, la presenza delle altre tipologie di minoranze è sicuramente più significativa all’interno della radio, a conferma della maggiore capacità di questo medium di accendere l’attenzione su una pluralità di temi.

Hanno preso parte all'evento: Pietro Marcenaro, Presidente Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, Emma Bonino, Vicepresidente del Senato, Gianni Betto, Direttore del Centro d’Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva, Mario Morcellini, Direttore del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza, Roberto Natale, Presidente della FNSI, Francesca Danese, Presidente del Cesv Lazio.


 

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