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5 maggio 2011 4 05 /05 /maggio /2011 20:50

Nel mese di marzo il Comune di Savona ha indetto un concorso pubblico per l’assunzione di uno Specialista in comunicazione ed informazione a tempo indeterminato (cat. D, posizione economica D1). Il termine di presentazione della domanda era il  31 marzo 2011.  Il primo requisito era il possesso della cittadinanza italiana o di uno stato membro UE.

Bando specialista  comunicazione Comune Savona.

Come ANSI abbiamo valutato il fatto che l’esclusione  dei cittadini non appartenenti all’UE è una palese discriminazione e che il mancato accesso non solo dovrebbe appartenere al passato viste sentenza/e a riguardo ma anche l’Italia multi/interculturale, con addirittura un sacco di figli di immigrati che sarebbero tagliati fuori oltre ai professionisti di prima generazione validissimi a  poter concorrere.

Pubblichiamo inoltre due sentenze:

Abbiamo quindi scritto una lettera al Sindaco di Savona, lettera che mettiamo a disposizione qui sotto:

Caro Sindaco, è la delusione che ci porta a scriverLe. Ancora una volta tra le condizioni per accedere a un concorso pubblico, indetto dal Comune che lei rappresenta, e relativo a un posto di Specialista in Comunicazione ed informazione a tempo indeterminato, si esclude categoricamente la partecipazione ai giornalisti non comunitari. Colleghi che piuttosto che considerarli come un valore aggiunto, diventano soggetti da discriminare. Tutto questo è inaccettabile, significa violare il principio di eguaglianza.

Ricordiamo inoltre che l’art.2 del ‘Testo Unico sulla condizione dello straniero (D.Lgs 286/98)’ che recita nei primi tre commi:  

‘1. Allo straniero comunque presente alla frontiera o nel territorio dello Stato sono riconosciuti i diritti fondamentali della persona umana previsti dalle norme di diritto interno, dalle convenzioni internazionali in vigore e dai princìpi di diritto internazionale generalmente riconosciuti. 2. Lo straniero regolarmente soggiornante nel territorio dello Stato gode dei diritti in materia civile attribuiti al cittadino italiano, salvo che le convenzioni internazionali in vigore per l’Italia e il presente testo unico dispongano diversamente. Nei casi in cui il presente testo unico o le convenzioni internazionali prevedano la condizione di reciprocità, essa è accertata secondo i criteri e le modalità previste dal regolamento di attuazione. 3. La Repubblica italiana, in attuazione della convenzione dell’OIL n. 143 del 24 giugno 1975, ratificata con legge 10 aprile 1981, n. 158, garantisce a tutti i lavoratori stranieri regolarmente soggiornanti nel suo territorio e alle loro famiglie parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti rispetto ai lavoratori italiani’.

In questi giorni la nostra associazione Ansi (Associazione nazionale Stampa interculturale) gruppo di specializzazione all’interno del sindacato Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi), ha compiuto un anno, ma nel nostro lungo percorso avviato da più di una decina d’anni, abbiamo conosciuto e seguito moltissimi casi di discriminazione e mancate pari opportunità. L’ingiustizia insomma non ci è indifferente: Lei in questo caso non solo toglie un’opportunità di lavoro a un cittadino ma è complice di una discriminazione che continua ad essere latente nel settore dell’informazione. Una ricerca avviata l’anno scorso dall’Ong Cospe (Cooperazione Sviluppo Paesi Emergenti) sui media multiculturali ci dà la conferma di quello che avviene nelle redazioni in Liguria. Dove si contano una quarantina di operatori della comunicazione di origine straniera, ma solo una giornalista (non comunitaria) lavora per un media a larga diffusione. In tutta Italia esistono più di 500 testate multiculturali, dove alcuni addetti sono riusciti ad ottenere il riconoscimento della loro professionalità. Ma anche qui se li cerchiamo tra le testate a larga diffusione, i numeri si contano nelle dita di una mano. Una strada sempre in salita insomma, e lo sanno bene i giovani figli di immigrati. Giovani nati o cresciuti nel territorio italiano che spesso non hanno il passaporto italiano e dunque affrontano molti ostacoli anche solo per partecipare a concorsi pubblici. Questa è l’informazione che Lei intende promuovere?  Basata sull’esclusione? Pensiamo che chi si impegna nel settore pubblico, come Lei, non dovrebbe dimenticare le parole “diritto” e “uguaglianza”. 

Firmato dall’Ansi – Associazione Nazionale della Stampa Interculturale e l’Associazione Ligure dei Giornalisti.

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